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Ep.180: SCOMPARSA NEL NULLA? artwork

Ep.180: SCOMPARSA NEL NULLA?

Elisa True Crime

October 7, 2026

🎙️Questa è la storia di un mistero... è la storia di una ragazza che entra in un hotel... e poi come per magia. viene ritrovata a km da li, quasi morta. Come sia uscita da quell'hotel e, soprattutto, come sia finita fin li, nessuno riesce a capirlo.

Speakers Elisa

TopicsTrue Crime

SPEAKER_1 (0:15)

Tuttavia, ti senti contento di me?

SPEAKER_2 (0:17)

La tua mamma Mamma!

SPEAKER_1 (0:22)

Abbiamo tanto divertimento insieme.

Elisa (0:25)

Un'altra mamma, direttamente da Rob Savage, ridotta da R, solo su Theaters Friday.

SPEAKER_4 (0:30)

Trovarci un dottore è abbastanza difficile. Trovarci il giusto dottore? Anche più difficile. Alcuni che prendono la tua insurgenza, hanno un appuntamento disponibile quando hai bisogno di uno.

SPEAKER_2 (1:00)

Attenzione.

Elisa (1:01)

Per la natura dei fatti trattati si consiglia l'ascolta ad un pubblico adulto.

Questa è la storia di un mistero. È la storia di una ragazza che entra in un hotel e poi, quasi per magia, viene ritrovata a chilometri da lì, quasi morta. Come sia uscita da quell'hotel e soprattutto come sia finita lì, nessuno riesce a capirlo. Sembra l'inizio di un film, ma purtroppo come sempre è un caso reale. Abbiamo un hotel, una stanza, questa ragazza scomparsa e una quantità di dettagli che però presi singolarmente sembrano non significare nulla. Ma c'è qualcuno che non è disposto a lasciarli andare. Ken Brennan, un detective privato, uno che sembra arrivare da un'altra epoca. Il suo metodo è quello della vecchia scuola, osservare ogni dettaglio alla volta, perché come dice un vecchio proverbio, il diavolo si nasconde nei dettagli e lui lo sa bene. Esattamente come Sherlock Holmes, Brennan, osserva ciò che gli altri rischiano di ignorare, perché a volte la verità non è nascosta. E proprio lì, sotto gli occhi di tutti, bisogna soltanto saperla guardare. Oggi, amici, vi parlo della misteriosa storia di Inna Budnitska, The Vanishing Blonde. Ci sono storie che ci fanno paura.

Storie che sembrano impossibili, storie che ci ossessionano. Omicidi, crimini, sparizioni. Da anni racconto queste vicende per ricordare chi le ha vissute davvero e per cercare, insieme a voi, di capire cosa sia successo. Io sono Elisa Truecrime e questo è il mio podcast.

E il 21 febbraio del 2005 ci troviamo a Miami, in Florida. Sono da poco passate le otto del mattino e nella periferia occidentale della città, un operaio di una compagnia elettrica sta effettuando un sopralluogo in una zona ancora in gran parte disabitata, destinata a diventare un nuovo complesso residenziale. Le case qui devono ancora essere costruite e il terreno ha l'aspetto di una zona dismessa. Ci sono tutti questi lotti vuoti, l'erba alta, c'è tutta la vegetazione incolta. Insomma è un posto un po desolato. Questo operaio quindi sta percorrendo una di queste strade praticamente deserte, quando ad un certo punto nota qualcosa tra le sterpaglie a pochi metri dalla carreggiata. Non riesce a distinguere bene che cosa sia così si avvicina e con orrore capisce che a terra, riversa nella vegetazione, c'è una giovane donna apparentemente senza vita e nuda, ferita e con il corpo pieno di sangue. I suoi capelli sono lunghi e biondi e sono tutti aggrovigliati nell'erba. E a prima vista sembra proprio che qualcuno l'abbia abbandonata lì dopo averla brutalmente uccisa. Ma quando l'uomo, l'operaio, si avvicina meglio si accorge che la donna è ancora viva e quasi priva di sensi, gravemente ferita e incapace di muoversi, ma respira ancora. L'operaio dà immediatamente l'allarme e sul posto arrivano gli agenti della Miami Dade Police e anche i soccorritori che trasferiscono d'urgenza alla ragazza all'ospedale dove viene ricoverata nel reparto traumatologico. Le sue condizioni sono disperate. Presenta infatti un violento trauma cranico con fratture multiple intorno all'occhio destro. È stata brutalmente picchiata e come verrà scoperto in seguito anche violentata. Gli investigatori sulla scena recuperano anche del materiale biologico riconducibile all'aggressore. Ma al momento non possono farci molto e purtroppo non trovano neanche documenti, vestiti o effetti personali che possano aiutarli a scoprire l'identità della donna che è ancora priva di sensi. Il giorno dopo però, circa 24 ore dopo, la ragazza si risveglia. Ma c'è un altro problema perché non riesce a parlare, è confusa, è terrorizzata e profondamente traumatizzata. Cioè è sotto shock e non ricorda niente dei giorni precedenti. Dal suo letto d'ospedale però riesce pian piano a scrivere qualcosa su un foglio. In un inglese un po abbozzato domanda che cosa le sia successo, dove l'abbiano trovata e poi scrive anche il suo nome e le sue generalità. Scrive Inna Budnitska, 21 anni, Ucraina. Poi con grande stupore degli investigatori Inna scrive qualcos'altro. Scrive un altro nome con un numero di telefono. Forse sta cercando di indicare l'uomo che l'ha ridotta così, che lei forse conosceva. No, in realtà quel nome e quel numero sono il nome e il numero del suo avvocato. Per la polizia però questo è alquanto insolito, perché non capita spesso che le vittime di aggressioni di questo tipo abbiano già a disposizione un avvocato o che comunque il nome del proprio avvocato sia uno dei primi nomi che fanno. Ma c'è una spiegazione. INA infatti lavora per una compagnia di crociere che opera a Miami e dovete sapere che Miami è uno dei principali porti croceristici al mondo. Il suo porto, Port Miami, è conosciuto come la capitale mondiale delle crociere. E nel corso degli anni è diventato proprio un punto di riferimento per l'industria. Pensate che nei periodi di maggiore affluenza in alcune giornate, si arriva a superare addirittura i 75 passeggeri, con 10 navi da crociera alla volta presenti contemporaneamente nel porto. Quindi in questa città operano tantissime compagnie di crociera, sia le più grandi e famose che quelle più piccole. E non sappiamo per quale compagnia lavori Inna, ma è importante immaginare questo contesto. Quindi appunto torniamo a noi. Inna lavora per una compagnia di crociera e praticamente si scopre che tempo prima dell'aggressione che l'ha lasciata in fin di vita, lei ha avuto un incidente a bordo della nave, un incidente sul lavoro, perché si è tagliata un dito, cioè si è ferita ad un dito, e ha dovuto far causa per cercare di ottenere il risarcimento che se l'espettava, e quindi Inna si era trovata in questo modo, cioè per questa vicenda si era trovata a quell'avvocato, che è quindi anche una delle poche persone che conosce in città, se non l'unica, perché lei è appunto ucraina, e la sua famiglia vive lì, e in più tutti i suoi conoscenti sono tendenzialmente colleghi di lavoro, quindi sono sempre a bordo di qualche nave. Inna poi, a causa di quell'incidente al dito, era stata messa in congedo dal lavoro, e la compagnia l'aveva piazzata in un hotel in attesa che si riprendesse dalla sua ferita e anche in attesa che si risolvessero le controversie legali.

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