#443 - 25 Format Che Dimostrano Competenza
da Brand a Friend
September 27, 2026
#443 - 25 Format Che Dimostrano Competenza La competenza non si dimostra soltanto scrivendo articoli. Può emergere anche da una mappa, un confronto, una directory, una timeline, una raccolta di casi o un percorso di lettura.
Speakers Robin Good
TopicsEntrepreneurshipBusinessMarketing
Robin Good (0:05)
Liquid content.
Tutto è partito dal liquid content, dai contenuti liquidi, da questo concetto che mi ha affascinato appena sono riuscito a dargli un senso, a capire che cosa vuol dire e a capire che tra l'altro non è un concetto mainstream, super diffuso, eccetera. Viene usato sporadicamente qua e là in ambienti diversi, ma forse si sta laureando proprio quest'anno, io penso, 2026 I contenuti liquidi che diamine sono? Perché sei così affascinato Robin da questa cosa?
Sono così affascinato perché il concetto che, per forse, è il nostro prodotto, il nostro output, è la nostra forma di espressione principe per chi è un esperto, un consulente, un giornalista, un coach, ma anche un artista non è forse né l'articolo, né il tipico output che nel settore specifico ci si aspetta.
Perché oggi abbiamo la possibilità di utilizzare ciò che abbiamo già pensato, scritto, realizzato, dipinto, musicato, scritto in mille nuove maniere diverse. Non è tanto l'epoca questa dove, qua non voglio essere frenteso, inventarsi nuove cose. Perché diciamo che c'è un'abbondanza, una sovrabbondanza di idee diverse. E lo scegliere quali valgono, come poterle ricombinare, come poterle mettere insieme in maniere nuove, interessanti, utili, innovative, inaspettate che forse improvvisamente è un valore molto più grande della novità dell'ultima cosa, dell'avere tanto di una certa cosa, ma di come dargli un senso, come ricombinarla, ripeto, remixarla. Quindi, sento il primo esperimento che ho fatto con questo liquid content la settimana scorsa creando questa pagina che penso, che leggo, che è essenzialmente una mini risorsa fatta di una pagina web che rappresenta da accesso in maniera semplice e veloce, senza dover navigare 2000 pagine diverse, ai concetti principali che mi caratterizzano, che mi differenziano dagli altri, ai miei modi di pensare, ai miei prese di posizione, che proprio non è che combaciano tantissimo con quello che in generale le persone fanno, e chi mi ispira, chi è che leggo, chi è che ho letto, che ha definito un po Robin Hood per quello che è. Quindi il primo esperimento è stata comunque una cosa interessante, perché non è un articolo, ma è una pagina attraverso la quale uno può scoprire facilmente in maniera più diretta e intuitiva il mio modo di vedere le cose, e di che giro faccio parte, chi sono i miei amici o quelli che io penso siano dei giusti, dei capi.
Quindi poi è finito il primo esperimento, già stavo lì a pensare quale poteva essere il secondo, che posso fare? Ovviamente pensavo di fare, non ovviamente, ho pensato. Visto che il primo punta i riflettori un po di me, un po molto, e i riflettori dovrei puntare su di loro, cioè cosa posso fare di utile per i miei lettori? Qual è un problema principale che hanno? Magari qualcosa che riguardi proprio il fatto di scegliere, non di sfruttare questa presenza pervasiva dell'intelligenza artificiale per fare di più, per fare più veloce, per fare più fico, ma per scegliere cosa, di cosa trattare, cosa affrontare, cosa esplorare, cosa scrivere. Quindi mi sono domandato cosa potevo estrarre dalla mia knowledge base, questo archivio diciamo gestito da una... come vogliamo chiamarla? Come si chiama in italiano? Una bibliotecaria sintetica, un'intelligenza artificiale che al quale io do impasto tutto quello che scrivo e lei lo distilla in concetti, entità, posti, persone e crea anche dei sommari di tutte queste cose che mano a mano che io gli do i miei contenuti si arricchiscono. Quindi una specie di database intelligente dove i concetti sono collegati fra di loro di tutto quello che ho scritto fino a qua negli ultimi 4, 5, 6 anni.
E mi sono ricordato che un po di tempo fa avevo pubblicato una superguida su Trustable dove avevo stilato un catalogo di tutti i formati editoriali, diciamo alternativi ai classici articoli, ed in grado secondo me di dimostrare in maniera più efficace di quanto un articolo possa, la reale competenza che l'autore aveva in un certo campo. Quindi che so dire? Che quando uno pubblica contenuti non ci sono solo gli articoli, ma ci sono un'infinità di altri formati di contenuto. Io sono diciamo un po appassionato, fanatico di questi formati che hanno degli aspetti di cura al loro interno, di mettere insieme, scegliere, organizzare delle cose, perché non solo creano del valore e sono utili alle persone, ma danno modo alle persone di apprezzare il fatto che tu hai fatto delle scelte, non hai mai detto quello che pensavi, ma hai messo insieme delle cose. Mi ricordavo però che questa guida che avevo fatto e che conteneva 25 formati editoriali alternativi all'articolo è in grado di mostrare che efficacemente la propria competenza in un certo campo, per quanto utile e ricco di informazioni, di esempi dentro, era così grande, così lungo che poi nella forma testuale uno poteva solo che salvassero. Non è una cosa... Sì, per un appassionato fanatico come me è da leggere, ma è una reference, quella è una cosa che tu metti da parte, salvi e diciamo oggi non vorrei fare un articolo, vorrei fare qualcosa di diverso, fammi andare a vedere fra i formati di Robin Hood, di formati curati, come li chiama lui, cosa va bene e quindi lo andavi a consultare quando ti serviva. Il problema era che non avevi mai un'occasione dove vedere nel loro insieme questi formati e le loro differenze, perché quando vai a vedere questa guida lo schermo è quello, quindi non è che puoi vedere 40 pagine di roba, 25 formati diversi e io non sono stato così saggio al tempo di fare una tabellina riassuntiva. Cioè ho diviso in gruppi quello che avevo per renderlo più facile da consultare, da usare, però ovunque sempre un botto di roba tutto insieme e a questo punto mi sono chiesto se non poteva proprio essere questa guida e questi ostacoli che aveva incontrato il possibile fronte da esplorare. Avevo tutte le informazioni su questi formati curati dentro la Knowledge Base, potevo estrarli e presentarli nelle forme più diverse e più utili a chi ha veramente bisogno di scegliere e decidere un qualcosa di diverso da un articolo. Voglio fare un formato editoriale diverso per questa settimana, per questo scopo, per questo progetto. Cosa posso usare? 25, quale scelgo? Perché non è che so cose da vedere, ma che tu pensi che il tuo occhio ti guidi in quella più appropriata. Questi sono formati editoriali, nel senso, uno può essere una classifica, un altro può essere una mappa, un altro ancora può essere un decision tree, un albero decisionale. Sono formati dove si passa dalla scrittura, dall'opinione, dal racconto, dalla novità, dalla recensione, a essere degli strumenti veramente utili nel fare qualcosa.
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