L’equazione del capitale // The Equity Equation artwork

L’equazione del capitale // The Equity Equation

Paul Graham: il pifferaio magico dei nerd

June 18, 2026

Traduzione in italiano di Vittorio Colombo dall’essay originale di Paul Graham "The Equity Equation" [Luglio 2007] Un investitore vuole darvi dei soldi in cambio di una percentuale della vostra startup. Dovreste accettare? State per assumere il primo dipendente. Quante azioni dovreste dargli?
Speakers: Vittorio
**Vittorio** (0:01)
Benvenuti a un nuovo episodio di Paul Graham il Pifferaio Magico dei Nerd, un podcast che raccoglie tutti gli esseri scritti negli anni da Paul Graham tradotti in italiano. Tutti gli altri esseri in italiano sono disponibili sul sito PaulGraham.it, mentre quelli originali in inglese potete trovarli su paulgraham.com. Ciao!
Il titolo originale è The Equity Equation, ed è stato scritto da Paul Graham nell'oldo 2007 La versione italiana si intitola L'equazione del capitale.
Un investitore vuole darvi dei soldi in cambio di una percentuale della vostra stanza. Dovreste accettare o nel caso in cui stiate per assumere il tema dipendente, quante azioni dovreste dargli? Queste sono alcune delle domande più difficili che un founder si trova ad affrontare. Eppure, entrambe hanno la stessa risposta. 1 fratto 1 meno n. Ogni volta che scambiate azioni della vostra società per qualcosa, che siano soldi, un dipendente o un accordo con un'altra azienda, il criterio per decidere è sempre lo stesso. Dovreste cedere l'n per cento della vostra società se ciò che ottenete in cambio migliora abbastanza il vostro risultato medio, appunto che il 100 meno n per cento che vi rimane vale più dell'intera società prima dello scambio. Per esempio, se un investitore vuole comprare metà della vostra società, di quanto deve migliorare il risultato medio per andare in breakeven? Ovviamente, devrà doppiare. Se cedete metà della società in cambio di qualcosa che ne raddoppia il risultato medio, siete in vantaggio. Avete una quota pare alla metà di qualcosa che vale più del doppio. In generale, se n è la frazione della società che state cedendo, l'accordo conviene se fa sì che la società valga più di 1 fratto 1 meno n. Per esempio, supponiamo che YC offra di finanziarvi in cambio del 7% della vostra società. In questo caso n è 0,07 e 1 fratto 1 meno n è 1,075. Dovreste quindi accettare l'accordo se credete che riusciamo a migliorare il vostro risultato medio di almeno il 7.5%.
Se lo miglioriamo del 10% siete in vantaggio, perché lo 0,93 che vi rimane vale 0,93 per 1,1 che fa 1,023.
Una delle cose che l'equazione delle azioni ci mostra è che almeno dal punto di vista finanziario prendere soldi da un top ABC può essere un ottimo affare.
Greg Mikado, di Sequoia, ha detto recentemente che ha una cina di WellSea che quando Sequoia investe da sola, appunta a prendere circa il 30% di una società.
Uno fratto 0,7 fa 1,43, il che significa che quell'accordo conviene se riescono a migliorare il vostro risultato di almeno il 43%.
Per la startup media sarebbe un affare straordinario. Il solo fatto di poter dire di essere stati finanziati da Sequoia migliorerebbe le prospettive di una startup media di oltre il 43%, anche senza mai ricevere effettivamente i soldi. Il motivo per cui Sequoia è un così buon affare è che la percentuale che prende è artificialmente bassa. Non cerca nemmeno di spuntare il prezzo di mercato per il proprio investimento. Limita la propria quota per rilasciare ai founder abbastanza azioni da sentire che l'azienda è ancora loro. Il loro vascio della medaglia è che Sequoia riceve circa 6 business plan l'anno e ne sinanza una ventina. Quindi la probabilità di ottenere questo ottimo accordo è di 1 su 300 Le società che ce la fanno non sono startup qualunque. Certo, in un deal con un VC ci sono altri fattori da considerare. Non è mai un semplice scambio di soldi contro azioni, ma se lo fosse, prendere soldi da una top firm sarebbe generalmente un affare vantaggioso. La stessa formula si può usare per assegnare azioni ai dipendenti, ma funziona in direzione opposta. Se è il risultato meglio della società con l'aggiunta di una nuova persona, allora quella persona vale n, tale che i uguale a 1 fratto 1 meno n, il che significa che n adesso è uguale a i meno 1 fratto i. Per esempio, supponiamo che siate solo in due founder e vogliate assumere un hacker talmente bravo da credere che aumenterà il risultato meglio dell'intera società del 20%.
In questo caso, n sarà uguale a 1,2 meno 1 fratto 1,2, che fa 0,167. Quindi andate in break even se li cedete il 16,7% della società. Questo non vuol dire che il 16,7% sia la quota giusta da dargli. Le azioni non sono all'unico costo quando si assombe qualcuno. Di solito ci sono anche lo stipendio e le spese generali. E se la società va pieno in break even sull'accordo, non c'è motivo di farlo. Per convertire stipendio e spese generali in azioni, credo si debba moltiplicare il costo annuale per circa 1,5. La maggior parte delle startup cresce in fretta o fallisce. Se fallite, non dovete pagare a nessuno. E se crescite in fretta, pagarete lo stipendio dell'anno prossimo attingendo alla valutazione futura, che dovrebbe essere tre volte tanto quala attuale. Se la vostra valutazione cresce di tre volte all'anno, quindi font per tre, il costo totale di azioni di stipendio e spese generali di un nuovo assunto equivale a un anno e mezzo di costi alla valutazione attuale. Di quanto margine aggiuntivo ha bisogno la società, come energie e le attivazioni per concludere un accordo? Trattandosi in sostanza del profitto che l'azienda ricava dall'assunzione, sarà il mercato a stabilirlo. Se siete un'opportunità molto ambita, potete chiedere di più.

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